Tag Archivio per: BWH Hotels Italy and South-East Europe

In occasione dell’Italian Hospitality Investment Conference, il principale evento internazionale in Italia dedicato agli investimenti immobiliari, ai flussi di capitale e alla finanza nel settore dell’ospitalità, in programma il 30 settembre e il 1° ottobre a Milano, BWH Hotels Italy & South-East Europe è protagonista con più appuntamenti per parlare del futuro dell’hotellerie e dell’accoglienza. Al centro nuovo progetto promosso da Fondazione HEREDITAS ETS, nata lo scorso maggio dall’unione di undici tra i principali operatori dell’ospitalità italiana tra cui la stessa BWH Hotels, con l’obiettivo di investire sulla formazione dei futuri manager del turismo. “Il futuro dell’hospitality italiana si costruisce investendo insieme sulle persone e sulla capacità di creare valore duraturo per gli asset alberghieri” dichiara Sara Digiesi, CEO di BWH Hotels Italy & South-East Europe

Dal futuro degli investimenti immobiliari nell’ospitalità al ruolo del capitale umano, dal talento dei giovani alle nuove strategie di affiliazione alberghiera: sono alcuni dei temi al centro dell’ottava edizione di ITHIC – Italian Hospitality Investment Conference, in programma il 30 settembre e il 1° ottobre a Milano, presso l’Hotel Quark. L’appuntamento, punto di riferimento in Italia per gli investimenti immobiliari e la finanza nel settore alberghiero, si prepara quest’anno ad accogliere oltre 1.400 delegati, con più di 150 investitori attesi da oltre 25 Paesi. Tra i protagonisti dell’edizione 2026 anche BWH Hotels Italy & South-East Europe, che partecipa con un panel dedicato alla formazione in programma in Hall 11, giovedì 1° ottobre alle ore 11:00, dal titolo “Investing in People, Unlocking Asset Value: Industry Collaboration for the Future of Hospitality”, promosso da Fondazione HEREDITAS ETS, nata lo scorso maggio a Stresa dall’unione di undici tra i principali operatori dell’ospitalità italiana, tra cui la stessa BWH Hotels Italia, in qualità di Società Benefit. Si parlerà dell’evoluzione del progetto HEREDITAS nato per investire sul capitale umano e sui giovani talenti, formando la nuova generazione di professionisti del turismo del futuro e colmando il divario tra scuola e mercato del lavoro. Tra gli obiettivi strategici la costruzione di una filiera formativa completa capace di collegare formazione tecnica, università e mondo del lavoro.

“In tema di investimenti nell’ospitalità, il pensiero va spesso automaticamente agli asset del real estate, dimenticando che il vero valore si costruisce e si trasmette grazie a persone capaci di far crescere le aziende con professionalità e passione” – spiega Sara Digiesi, CEO di BWH Hotels Italy & South-East Europe – “Consapevoli di quanto sia importante investire in formazione e percorsi di crescita, come gruppo alberghiero leader in Italia e Società Benefit, siamo orgogliosi fondatori di Fondazione Hereditas, insieme ad altre dieci prestigiose imprese del settore. Investire sui giovani talenti è uno dei nostri modi concreti e responsabili per contribuire al futuro dell’ospitalità italiana. Con una piattaforma che faciliti l’incontro tra accademia e aziende, borse di merito e competenze d’avanguardia, svilupperemo progettualità capaci di dare nuovo appeal al settore.”

In questa direzione si inserisce il dialogo già avviato con l’Università del Piemonte Orientale, con ISTUD Business School e la prospettiva di collaborazione con ITS Academy Turismo Piemonte, con lo scopo di sviluppare percorsi integrati che accompagnino gli studenti dalla formazione specialistica fino ai più avanzati livelli di preparazione manageriale. Le imprese fondatrici, BWH compresa, partecipano alla governance della Fondazione e contribuiscono con risorse economiche, competenze manageriali,

opportunità professionali, percorsi di stage e borse di studio dedicate agli studenti più meritevoli. Durante l’evento prenderanno la parola Sara Digiesi, CEO di BWH Hotels Italy & South-East Europe, Domenico De Angelis, Presidente di Fondazione Hereditas ETS e Codirettore Generale CBO di Banco BPM, Giancarlo Carniani, Direttore Generale Accademia HEREDITAS Italian Hub Hospitality e Antonio Zacchera, CEO Zacchera Hotels.

Forte di una rete con ben 250 strutture in 200 destinazioni nel mondo e oltre 40 in sviluppo, WorldHotels accelera anche in Italia e nel Sud-Est Europa, dove il piano di crescita porterà il brand a toccare quota 20 strutture nel giro dei prossimi mesi. “La nostra evoluzione in Italia non è solo un dato di portfolio: il focus è sul Sud, sui principali gateway come Roma e sulle destinazioni fuori dalle rotte classiche”, spiega Ron Pohl, presidente di WorldHotels

Milano, 29 settembre 2026 – La crescita di WorldHotels prosegue senza sosta. La rete internazionale, conta oggi ben 250 strutture a livello globale, con l’ingresso di oltre 40 hotel in prossima affiliazione. Un processo reso possibile anche dalla forza del più ampio ecosistema BWH Hotels, che genera un giro d’affari da 8,5 miliardi di dollari e con una community di circa 70 milioni di membri iscritti ai programmi fedeltà nel mondo. Un’evoluzione che riguarda sempre più da vicino anche il Bel Paese che si conferma centrale per lo sviluppo delle collection WorldHotels, il brand upper-upscale del Gruppo BWH Hotels. Il posizionamento in Italia si è infatti rafforzato con l’ingresso di due nuove strutture che ne consolidano l’identità distintiva: Sublimis Boutique Hotel a Camogli, che entra nella collezione WorldHotels Elite, e Hotel Terme San Michele & SPA a Ischia, che si aggiunge alla collezione WorldHotels Distinctive. Sulla Riviera Ligure, Sublimis Boutique Hotel accoglie gli ospiti in un’elegante villa ottocentesca affacciata sul Golfo Paradiso, con un’identità boutique fatta di camere curate nei minimi dettagli, ampia terrazza panoramica vista mare e un’atmosfera raffinata pensata per una clientela adults only in cerca di un soggiorno esclusivo; sull’isola verde del Golfo di Napoli, Hotel Terme San Michele & SPA, immerso in un giardino mediterraneo affacciato sul mare, trasforma una tradizione termale secolare in un’esperienza di benessere di alta gamma, tra piscine termali naturali interne ed esterne e trattamenti SPA ispirati ai rituali dell’isola, per un’ospitalità contemporanea e ricercata.

“L’Italia rappresenta un mercato strategico per WorldHotels, per la qualità e la varietà del suo tessuto di ospitalità indipendente – sottolinea Ron Pohl, presidente di WorldHotels – La nostra ambizione è crescere in modo selettivo, puntando su strutture con un’identità forte, un’esperienza distintiva e la capacità di attrarre una domanda internazionale, attraverso un mix equilibrato di hotel urbani, resort, proprietà lifestyle e progetti di ospitalità open-air. Guardiamo con particolare interesse al Sud Italia, Sicilia, Puglia, Campania e Sardegna in primis, così come al rafforzamento della nostra presenza nelle principali città gateway, a partire da Roma, e in destinazioni secondarie che uniscono richiamo culturale, forte identità locale e crescente accessibilità internazionale. Nell’area del Sud-Est Europa, le priorità sono i Balcani, il Mediterraneo e il Caucaso, dove lavoriamo a stretto contatto con proprietari e investitori locali, supportati dai nostri team regionali di Milano e Atene.”

Tra le prossime aperture firmate dal brand spicca l’Horizon Wellness & SPA a Varese, con 63 camere, fiore all’occhiello dell’offerta wellness del brand. Figura, inoltre, l’Hotel Savoia e Jolanda, WorldHotels Elite, a Venezia, con 45 camere affacciate sulla Riva degli Schiavoni, a pochi passi da Piazza San Marco, oggetto di un’importante ristrutturazione che unirà gusto contemporaneo e stile veneziano classico. La collezione delle piccole gemme del brand si arricchisce inoltre con: Villa La Personala, dimora storica nella campagna di Mirandola, in provincia di Modena, nata attorno a una torre del 1100, con 12 camere. Arrivano poi le prime due strutture italiane della collezione Backdrop, dedicata all’ospitalità open-air: Procida Camp & Resort Ciraccio e Procida Camp & Resort La Caravella con 41 unità, che porteranno nel Golfo di Napoli glamping

lodge vista mare, tiny house e iconici airstream immersi nei giardini mediterranei dell’isola. Tra i prossimi ingressi, in Armenia, aprirà l’Aivazovsky Congress Hotel & Spa, WorldHotels Elite, a Gyumri, con 46 camere.

A supporto della crescita del portfolio upscale e luxury, BWH Hotels ha inoltre rafforzato le proprie risorse commerciali attraverso una divisione dedicata di Upscale & Luxury Worldwide Sales, a conferma di una strategia che punta a definire nuovi standard per l’accoglienza di alta gamma su scala globale. “Gli albergatori indipendenti hanno sempre più bisogno di visibilità internazionale, tecnologia e supporto commerciale, ma vogliono giustamente proteggere le preziose identità delle proprie strutture – commenta Sara Digiesi, CEO di BWH Hotels Italy & South-East Europe – La nostra strategia resta orientata alla qualità più che ai volumi: cerchiamo hotel con una storia autentica e convincente, un forte senso del luogo e il potenziale per competere a livello internazionale. WorldHotels crea valore collegando queste strutture distintive a una piattaforma globale, valorizzando ciò che le rende uniche.”

Parole che si traducono in un’ampia operazione di crescita su scala globale. In Europa, WorldHotels ha infatti rafforzato la propria collezione Crafted attraverso la partnership con De Historiske, la storica collezione norvegese di oltre 100 hotel, ristoranti e navi, che ha portato nel portfolio proprietà dal forte valore heritage come Kviknes Hotel a Balestrand e Fleischer’s Hotel a Vossevangen, oltre a The Vault Hotel a Helsingborg, in Svezia; il prossimo passo sarà il debutto in Portogallo, previsto nel 2027, con l’apertura di Hotel Máxima Santarém, a soli 30 minuti da Lisbona in treno ad alta velocità. La crescita del brand guarda però ben oltre i confini europei: nel corso del 2026 WorldHotels ha debuttato in Corea del Sud con Ecoland Hotel a Jeju Island e in India con Resort Country Club, vicino a Manesar, ha ampliato la propria presenza in America Latina e nei Caraibi con Clarita’s Beach Bar & Resort a Jaco, in Costa Rica, e Acqua di Mare Resort a Roatán, in Honduras, ha inaugurato il primo progetto di residenze brandizzate a Ho Chi Minh City, in Vietnam, con Essensia Sky and Parkway Saigon, e ha rafforzato il Messico con WorldHotels Guadalajara Zona Andares.

Il lusso non è più una questione di “stelle”. La nuova generazione di viaggiatori vuole spendere per un’esperienza che ricorderà, non semplicemente per una camera o un volo più costosi: vuole godere il comfort e assaggiare sapori locali, provare una spa ma anche un atelier di artigianato, evitare la folla ma non rinunciare alla qualità. È il paradosso dello “slowxury”, il nuovo trend che celebra il lusso del tempo ben vissuto: un giovane su due, tra Gen Z (52%) e Millennial (47%), preferisce investire nelle esperienze di viaggio tagliando sul lusso tradizionale come il costo del volo, lo shopping e i ristoranti internazionali, mentre il mercato globale dello slow travel vale già oggi oltre 106 miliardi di euro e, con una crescita media del 12% l’anno, potrebbe arrivare a quasi 239 miliardi di euro entro il 2033 (+125%). “Il viaggiatore di lusso di oggi cerca qualcosa di diverso. Non conta più soltanto dove si va, ma come si vive una destinazione”, spiega Ron Pohl, presidente di WorldHotels

Il concetto di “lusso” associato al turismo cambia pelle: non è più una questione di stelle o voli in prima classe, sfarzi ma di come si vive il tempo, della qualità e dell’autenticità dell’esperienza. È l’era dello “slowxury”, la nuova tendenza globale che secondo gli esperti del settore sta sciogliendo la contraddizione tra local e luxury, slow e premium, autenticità e comfort: la nuova generazione di viaggiatori non sceglie più tra un’esperienza e l’altra, ma le vuole entrambe, dal soggiorno di charme al mercato del produttore locale, dalla spa al atelier dell’artigiano. Secondo una recente indagine internazionale su oltre 5.000 viaggiatori ripresa da Travel Weekly, il 52% della Gen Z e il 47% dei Millennial preferisce infatti spendere per esperienze di viaggio iper-localizzate e personalizzate piuttosto che investire sul lusso tradizionale come un volo costoso, lo shopping e i ristoranti internazionali. Secondo il recente “The New Luxury Travel Playbook”, il lusso è sempre meno legato al prezzo e sempre più alla qualità e all’autenticità dell’esperienza, con il comfort in cima alle priorità del 34% dei viaggiatori di fascia alta e i Millennial che costituiscono la quota più ampia degli “aspiring luxury travelers”. A trainare il cambio di paradigma è soprattutto il boom dello “slow travel”: secondo gli ultimi report, il mercato globale vale già oggi oltre 106 miliardi di euro e, con una crescita media del 12% l’anno, potrebbe arrivare a quasi 239 miliardi di euro entro il 2033 (+125%), con le ultime analisi del Bank of America che certificano come la spesa in viaggi della Gen Z sia cresciuta dell’8,5% nella prima metà del 2026. Il desiderio di rallentare trova conferma anche nei numeri di Skyscanner, che su 22.000 viaggiatori nel mondo rileva come oltre un terzo cerchi ormai attivamente destinazioni più tranquille, e nella recente indagine della European Travel Commission, che registra una crescita dal 22% al 26% del turismo lento in Europa. Ma non è tutto, secondo il “Luxe Report 2026”, il “crowd control” sarà tendenza assoluta che definirà il prossimo anno per il viaggiatore di fascia alta, con il nuovo lusso rappresentato dalla libertà di godersi la destinazione evitando l’overtourism.

Anche in Italia il fenomeno si legge nei numeri: nei piccoli borghi, nei comuni sotto i 5mila abitanti, secondo le stime dell’Istituto Demoskopika, nel 2026 si attendono oltre 21,3 milioni di arrivi (+5,3% sul 2025) e quasi 80 milioni di presenze (+6,9%), con una permanenza media stabile a 3,7 giorni e una spesa di circa 760 euro per soggiorno, mentre le località di montagna hanno registrato un aumento del 14,4% negli arrivi, secondo i dati dell’Osservatorio Italiano JFC della Montagna Estiva. “Il viaggiatore che può permettersi di scegliere cerca oggi qualcosa di diverso. Non conta più soltanto dove si va, ma come si vive una destinazione – spiega Ron Pohl, presidente di WorldHotels – L’idea alla base di Slowxury è semplice: prendersi il tempo per entrare in connessione più profonda con un luogo, la sua cultura e le sue persone, senza rinunciare a un’ospitalità d’eccellenza. Non lo consideriamo solo un trend, ma il riflesso di un cambiamento duraturo nelle aspettative dei viaggiatori, in cui le esperienze e i legami autentici con il territorio diventano i veri segni distintivi del lusso.”

“L’Italia è in una posizione unica per guidare questo movimento – aggiunge Sara Digiesi, CEO di BWH Hotels Italy & South-East Europe – La sua straordinaria diversità permette ai viaggiatori di scoprire contrasti eccezionali in un solo viaggio, dalle vivaci località costiere ai tranquilli rifugi di campagna, dalle città più celebri al mondo ai borghi nascosti e ricchi di tradizione. In quanto azienda che promuove hotel distintivi e dal forte carattere locale, il ruolo di WorldHotels è contribuire a valorizzare queste esperienze preservando ciò che le rende speciali. Entro il 2027, crediamo che questo modo di viaggiare sarà saldamente radicato nel panorama di alta gamma”.

Ecco quindi le 10 mete italiane imperdibili e le 10 attività perfette all’insegna dello “slow luxury”, selezionate dagli esperti di viaggio di WorldHotels:

1. San Martino di Castrozza (Trentino-Alto Adige): ai piedi delle Pale di San Martino il tempo rallenta al ritmo delle stagioni: boschi di larici, silenzio dell’alba in quota e cucina di montagna raccontano un lusso fatto di spazio e autenticità. Qui l’Hotel Cima Rosetta propone un’ospitalità di montagna calda e senza tempo, porta d’accesso ideale per vivere le Dolomiti lontano dai grandi flussi turistici.

2. Venezia (Veneto): fuori dalle rotte più affollate, Venezia si riscopre all’alba, tra calli silenziose e campielli che restituiscono il ritmo autentico della laguna. Lo storico Hotel Savoia e Jolanda, affacciato sul bacino di San Marco, è la base ideale per un soggiorno lento nel cuore della Serenissima.

3. Milano (Lombardia): anche la metropoli per eccellenza ha il suo volto slow: quartieri come Brera o i Navigli, il verde dei parchi urbani e una scena gastronomica in continua evoluzione compongono un lusso fatto di dettagli e boutique hotel di carattere, come Casati 18, Collini Rooms e Matilde Boutique Hotel, indirizzi intimi e su misura, lontani dal turismo mordi e fuggi.

4. Langhe (Piemonte): tra colline coltivate a vigneto Patrimonio UNESCO, borghi di pietra e cantine storiche, le Langhe raccontano un lusso fatto di tempo, terra e sapori: una vendemmia da vivere con calma, tra degustazioni e tartufi, lontano dal turismo di massa.

5. Camogli (Liguria): con le sue case colorate a picco sul mare e i porticcioli di pescatori, Camogli custodisce l’anima più autentica della Liguria, tra sentieri panoramici da percorrere con calma. Il Sublimis Boutique Hotel, con vista sul golfo, è il rifugio ideale per chi cerca privacy e un mare fuori dagli schemi.

6. Modena (Emilia-Romagna): terra di motori ma anche di cantine, acetaie e casolari immersi nel verde, il modenese è una delle mete emergenti dello slow travel italiano. Villa la Personala propone un soggiorno immerso nella campagna, tra ritmi lenti e sapori autentici, lontano dai centri più affollati e vicino all’anima più vera dell’Emilia.

7. Firenze (Toscana): tra il Rinascimento del centro storico e le colline che si aprono poco fuori città, Firenze regala il tempo per assaporare arte, vino e paesaggio senza correre. L’Hotel Mulino, ricavato da un antico mulino, interpreta questa vocazione lenta con un’ospitalità autentica, sospesa tra storia e natura.

8. Valnerina (Umbria): nel cuore verde d’Italia, tra abbazie, boschi e borghi di pietra sospesi nel tempo, la Valnerina regala un’esperienza di lentezza autentica fatta di tartufi, cammini e silenzio, lontano dalle rotte più battute del turismo.

9. Valle d’Itria, Ostuni (Puglia): tra muretti a secco, trulli e ulivi secolari, la Valle d’Itria custodisce un paesaggio senza tempo, dove il ritmo lento si respira tra masserie e borghi bianchi affacciati sull’Adriatico e sullo Ionio, lontano dal turismo di massa dell’alta stagione.

10. Procida (Campania): capitale italiana della cultura 2022, Procida resta un’isola a misura d’uomo, fatta di case pastello, orti e piccoli porti dove il tempo scorre secondo un altro ritmo. A raccontare questa filosofia sono il Procida Camp & Resort Ciraccio e il Procida Camp & Resort La Caravella, due glamping che reinventano l’accoglienza en plein air, tra tende di design e vista sul golfo di Napoli, per un lusso che si fa natura, spazio e lentezza.

Ecco, infine, le 10 attività perfette per vivere al meglio lo “slowxury travel”:

1. Cena privata con una famiglia del luogo

Pranzo o cena in una casa privata, con prodotti del territorio e racconto delle tradizioni familiari. A Gyumri, la capitale culturale dell’Armenia, l’Aivazovsky Congress Hotel & Spa è la base ideale per immergersi nella leggendaria ospitalità locale e vivere un’autentica esperienza di condivisione.

2. Corso di cucina con un cuoco locale

Non una cooking class turistica standard, ma raccolta di ingredienti al mercato, visita al produttore e preparazione di ricette tradizionali. A Bolzano il Parkhotel Laurin, storico grand hotel Art Nouveau, è la base ideale per scoprire la cucina sudtirolese.

3. Visita privata a una piccola cantina con il produttore

Degustazione di vini locali, visita ai vigneti e pranzo abbinato, evitando le grandi cantine commerciali. In Valtellina, il Grand Hotel della Posta di Sondrio, storico edificio del 1862, è il punto di partenza ideale per le degustazioni private.

4. Laboratorio con un artigiano locale

Ceramica, tessitura, gioielleria, liuteria, lavorazione del legno o della pelle: imparare una tecnica e creare personalmente un oggetto. Alle porte di Verona il Muraless Art Hotel, struttura immersiva dedicata alla street art, invita gli ospiti a immergersi nell’arte urbana e a sentirsi artisti per un giorno tra opere e materiali innovativi.

5. Passeggiata gastronomica con un abitante del posto

Mercato, panificio storico, bottega, produttore di formaggi, salumeria e piccoli ristoranti frequentati dalla comunità. A Salonicco, sul lungomare, il Makedonia Palace è la base ideale per scoprire la scena gastronomica della città.

6. Foraging con guida locale

Raccolta di erbe, funghi o frutti spontanei accompagnati da un esperto del territorio, seguita da una cena preparata da uno chef. Sulle colline che circondano le sponde del Lago di Varese, l’Horizon Wellness & Spa Resort è il punto di partenza perfetto per esplorare la natura e riscoprire i sapori incontaminati della terra.

7. Pernottamento in una dimora storica o masseria con esperienza agricola

Non semplicemente dormire in una struttura di charme: raccolta delle olive, vendemmia, cura dell’orto, produzione di formaggio o pane.

8. Tour privato di un borgo con un residente

Non il classico sightseeing: storie familiari, botteghe, luoghi normalmente chiusi al pubblico e incontri con gli abitanti. Sul Lago di Garda, a Torri del Benaco, l’Hotel Al Caminetto (solo adulti) è il rifugio ideale per scoprire il borgo, tra castello scaligero e mercato settimanale del centro storico.

9. Esperienza wellness basata sulle tradizioni locali

Terme, erbe officinali, rituali ancestrali, massaggi tradizionali o pratiche locali, naturalmente con standard premium di ospitalità. A Ischia, nel borgo di Sant’Angelo, l’Hotel Terme San Michele & SPA (solo adulti) offre le acque termali in un giardino mediterraneo con vista mare; a Mykonos la spa del Collini Hotel Mykonos propone rituali di benessere con vista sull’Egeo.

10. Viaggio lento in treno panoramico

La modalità di trasporto diventa parte del lusso: meno aeroporti e trasferimenti frenetici, più paesaggio, tempo e soste in piccoli centri.

Il Paese del Caucaso consolida il boom turistico: nel primo semestre del 2026 raggiunti oltre 1,042 milioni di visitatori (+14,8%), il dato più alto mai registrato per il periodo, con un picco del +39,6% nel solo mese di aprile. Il turismo pesa ormai per il 5,3% sul PIL nazionale e il piano di sviluppo 2026-2030 punta a raggiungere i 3 milioni di arrivi entro la fine del decennio, anche grazie alla vetrina internazionale offerta dal “Tour of Armenia”, la nuova corsa a tappe da 587 km che dal 10 al 13 settembre debutta nel calendario dell’UCI Europe Tour. In questo scenario che vede l’Italia protagonista per numero di turisti, lo sviluppo delle infrastrutture ricettive e di accoglienza diventa fondamentale. “L’Armenia è oggi una delle mete emergenti più interessanti del panorama turistico internazionale e l’arrivo del Tour, insieme allo sviluppo infrastrutturale in corso, lo dimostra”, commenta Fabrizio Doria, Chief Development Officer di BWH Hotels Italy and South East Europe

Con il potenziamento dei collegamenti aerei internazionali e la crescente attenzione dei grandi player dell’ospitalità, l’Armenia si conferma tra le destinazioni a più rapida crescita dell’area euroasiatica. Secondo i dati di Enterprise Armenia, l’agenzia governativa per la promozione degli investimenti, nei primi 5 mesi del 2026 gli arrivi turistici nel Paese hanno raggiunto quota 825mila, +19,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, con un’accelerazione fino al +39,6% nel solo mese di aprile e 199mila arrivi nel solo mese di maggio. Il turismo ha così raggiunto un peso del 5,3% sul PIL nazionale nel 2025. A confermare la solidità del trend anche i dati ufficiali del Comitato per il Turismo del Ministero dell’Economia armeno, secondo cui nella prima metà del 2026 il Paese ha accolto oltre un milione di visitatori, il valore più alto mai registrato per il semestre con un +14,8% sul 2025. Sul fronte delle infrastrutture, l’espansione da 500 milioni di dollari dell’aeroporto internazionale di Zvartnots, scalo che intercetta il 57% degli arrivi internazionali e gli oltre 100 milioni di dollari investiti nelle infrastrutture turistiche regionali, accompagnano un piano che punta a portare il Paese fino a 3 milioni di visitatori entro il 2030. Un impulso a cui si aggiunge la capacità del Paese di ospitare grandi eventi internazionali: dal 10 al 13 settembre l’Armenia debutta nel calendario dell’UCI Europe Tour con il “Tour of Armenia”, nuova corsa a tappe organizzata dal governo insieme alla Federazione Ciclistica Armena, che attraverserà le regioni di Gegharkunik, Tavush, Lori e Aragatsotn per chiudersi nella capitale Erevan, accendendo i riflettori internazionali su alcuni dei territori più suggestivi del Paese.

Eppure, sempre secondo i dati di Enterprise Armenia, confrontando queste cifre con l’attuale offerta ricettiva, emerge un chiaro squilibrio: il Paese gestisce poco più di 1.700 strutture ricettive. Questo rapporto tra il volume totale dei visitatori e la disponibilità di camere indica una limitata scalabilità all’interno dell’attuale struttura ricettiva, con il 57% della domanda di alloggi concentrata a Erevan e il 43% distribuito in un territorio ancora in via di sviluppo. In questo contesto che vede protagonista l’Italia con un numero di visitatori che nel 2025 ha raggiunto quota 22.669, un aumento del 40,7% rispetto al 2024, BWH Hotels Italy & South-East Europe ha scelto di rafforzare in modo strutturale la propria presenza in Armenia, portando in questo nuovo mercato anche la propria storica vocazione a sostegno del grande ciclismo. Un impegno già ampiamente consolidato in Italia attraverso la collaborazione con partner di eccellenza come RCS Sport e il supporto al Giro d’Italia, a conferma di come le grandi competizioni sportive rappresentino per il Gruppo un eccezionale volano per lo sviluppo turistico e la valorizzazione dei territori. “Investire nello sviluppo infrastrutturale e ricettivo dell’Armenia è oggi fondamentale per supportare la crescita di un Paese che mostra un enorme potenziale, ma che necessita di ampliare e distribuire la propria capacità di accoglienza – spiega Fabrizio Doria, Chief Development Officer di BWH Hotels Italy and South East Europe – La nostra non è una presenza episodica, ma una strategia di investimento strutturata su tutto il territorio. Per questo abbiamo deciso di impegnarci attivamente supportando l’offerta ricettiva dalla capitale Erevan alle rive del Lago Sevan, dalle colline di Dilijan, tappa del Tour of Armenia, alla località sciistica di Tsaghkadzor. Ogni nostro investimento sul territorio risponde a una lettura attenta delle dinamiche del mercato: l’obiettivo è contribuire a colmare lo squilibrio tra l’aumento dei visitatori e le strutture disponibili, permettendo al Paese di intercettare in modo solido sia il viaggiatore leisure, alla ricerca di una meta autentica, sia il segmento business e congressuale, in forte espansione anche nelle città regionali. L’Armenia sta costruendo in tempi rapidi un’offerta turistica completa, e crediamo sia essenziale supportare con investimenti mirati le prime fasi di questo sviluppo strutturale”, conclude Fabrizio Doria.

Dalla capitale Erevan al cuore culturale di Gyumri, ecco 5 luoghi imperdibili per scoprire il Paese in occasione del “Tour of Armenia”:

1. Erevan, la capitale: nota come la “Città Rosa” per le sfumature di tufo dei suoi palazzi storici che si stagliano sullo sfondo del leggendario Monte Ararat, è una delle città più antiche del mondo. Oggi è un vivace hub tecnologico e culturale caratterizzato dai caffè all’aperto di Place de la République, la monumentale scalinata della Cascade, la Cattedrale di San Gregorio Illuminatore, il mercato d’antiquariato del Vernissage e la suggestiva Moschea Blu. Qui il Gruppo è presente con il Congress Hotel Best Western Plus. Situato in una posizione centrale nel cuore finanziario e storico della città, la struttura offre eleganti camere ed è immersa in un tranquillo giardino con piscina all’aperto, centro benessere, sauna, palestra attrezzata e ampi spazi congressuali con ristorante di cucina locale e internazionale.

2. Il Lago Sevan: soprannominato il “mare d’Armenia”, è una gemma incastonata tra vette vulcaniche a quasi 1.900 metri d’altezza, che lo rende il secondo lago di montagna più alto al mondo dopo il Titicaca. Meta amatissima per le sue spiagge di sabbia, le acque turchesi e per la storica Penisola di Sevanavank con il suo monastero medievale in pietra scura.

3. Le colline di Dilijan: conosciuta come la “Svizzera d’Armenia” per le sue fitte foreste e il clima di montagna, è meta di trekking ed escursioni tra il Dendroparco e il Lago Parz, ed è anche una delle tappe del Tour of Armenia in programma questo mese. Il Gruppo è presente con il Paradise Hotel Dilijan Best Western Plus. Immerso nel verde panorama montano, l’hotel vanta un centro SPA completo di piscina coperta, sauna, bagno turco, palestra e area giochi per famiglie, oltre a un raffinato ristorante panoramico con ampie vetrate sulle vallate circostanti.

4. La località sciistica di Tsaghkadzor: la “Valle dei Fiori”, principale meta sciistica del Paese con i suoi moderni impianti che salgono sul Monte Teghenis, regala scorci mozzafiato e ospita lo storico monastero di Kecharis. Durante l’estate si trasforma in un rifugio alpino d’eccellenza per gli amanti delle escursioni, delle mountain bike e del relax wellness.

5. La città di Gyumri: seconda città dell’Armenia, affascina con le sue suggestive stradine lastricate nel quartiere storico di Kumayri, dove spiccano gli eleganti palazzi dell’Ottocento realizzati in tufo nero e rosso con balconi in ferro battuto. Considerata il cuore artigianale, artistico e culturale del Paese, accoglie i visitatori tra botteghe storiche, gallerie d’arte e una tradizione gastronomica autentica.

Un mercato globale da oltre 1.000 miliardi di dollari spinge lo “Snackpacking”: secondo un recente report menzionato da Forbes International, l’89% di Millennial e Gen Z pianifica le vacanze a caccia di sapori pop e mercati rionali. Un trend che sta direzionando le scelte di viaggio e conquistando i social. “Il fenomeno dello Snackpacking dimostra come le nuove generazioni di viaggiatori cerchino una connessione immediata, autentica e accessibile con la cultura locale — commenta Rosa Giglio, Head of Brand Marketing and Communication di BWH Hotels Italy & South-East Europe — L’hotel non è più solo un luogo in cui pernottare, ma l’hub strategico da cui partire alla scoperta di queste micro-esperienze gastronomiche sul territorio”.

Il turismo estivo globale sta vivendo una profonda trasformazione sociologica ed economica, trainata da viaggiatori più giovani e consapevoli che pianificano ormai le proprie vacanze alla ricerca di esperienze autentiche, culturali e senza filtri. I comportamenti d’acquisto di Millennial e Gen Z sono infatti il motore principale di questo cambiamento, che ha ridefinito il concetto stesso di scoperta del territorio attraverso la nascita dello “Snackpacking”. Sostanzialmente, le nuove generazioni scelgono di esplorare i territori partendo dai loro sapori più veraci: una ricerca che va dai piccoli snack di strada alle specialità regionali, valorizzando le piccole attività commerciali come veri e propri custodi dell’identità locale. A confermare la portata del fenomeno sono i dati ufficiali del Global Travel Trends Report, ripresi da Forbes International, secondo cui l’89% di Millennial e Gen Z considera l’assaggio di queste specialità una parte essenziale e irrinunciabile dell’itinerario. Un’attitudine che riscrive le tappe della vacanza: il 69% dei viaggiatori punta ai banchi dello street food, il 53% va alla ricerca di panifici storici e il 50% esplora i negozi di alimentari di prossimità a caccia di sapori del territorio. Questo movimento culturale trova la sua consacrazione naturale sui canali social, dove il cibo diventa il racconto fotografico più immediato del viaggio. Oltre il 75% dei giovani ammette infatti di essere propenso a cercare attivamente, durante l’itinerario, un prodotto alimentare specifico solo perché è diventato virale online. Il caso più emblematico è legato all’hashtag #711 — diventato un fenomeno di culto legato ai viaggi, grazie ai video dei viaggiatori che esplorano i prodotti iconici della catena di minimarket internazionale 7-Eleven — che ha superato i 900.000 post su Instagram e totalizzato oltre 266.000 video su TikTok, dimostrando come la filosofia dello Snackpacking stia letteralmente ridisegnando le tappe e le mete del turismo contemporaneo. “I dati dimostrano che per le nuove generazioni la prima tappa del viaggio non è più l’attrazione turistica iconica, ma il luogo in cui batte il cuore quotidiano della comunità – commenta Rosa Giglio, Head of Brand Marketing and Communication di BWH Hotels Italy & South-East Europe – Scegliere lo street food, il panificio storico o il mercato rionale significa cercare un’interazione sincera e non mediata. Il cibo diventa così la chiave per decodificare lo stile di vita di una destinazione, guidando una nuova economia del turismo che ridefinisce completamente i flussi di spesa e le priorità dei viaggiatori”.

Questo scenario si inserisce in un contesto macroeconomico di crescita verticale per l’intero comparto. Secondo il recente Culinary Tourism Market Report 2026, il mercato del turismo enogastronomico globale è infatti proiettato verso i 1.230 miliardi di dollari entro la fine del 2026, rispetto ai 1.060 miliardi del 2025, registrando un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 15,6%. Le proiezioni a lungo termine stimano inoltre il raggiungimento di quota 2.190 miliardi entro il 2030. Si tratta di una dinamica globale che trova una perfetta rispondenza nei dati nazionali elaborati da ENIT e ripresi dal Ministero del Turismo, i quali certificano come l’enogastronomia in Italia sia ormai una colonna portante dei flussi internazionali: +176% nei soggiorni degli ultimi dieci anni, 2,4 milioni di presenze e ben 395,5 milioni di euro di spesa internazionale, in aumento del +9% rispetto ai cicli storici precedenti. Oggi questo asset si è consolidato come una motivazione di viaggio trainante, capace di attrarre flussi strategici dai mercati chiave quali Regno Unito, Germania, Spagna e USA, si legge sul sito del Ministero. “I dati descrivono un asset strategico da miliardi di dollari che trasforma il cibo nella principale leva di attrazione internazionale – conclude Rosa Giglio – Questa spinta verso l’autenticità pop genera valore anche fuori dai circuiti di massa, spostando la spesa turistica verso mete secondarie e quartieri alternativi, in Italia come nel Sud-Est Europa. In questo scenario, l’hotel diventa l’hub strategico da cui partire alla scoperta di micro-esperienze gastronomiche sul territorio”.

Ecco allora le 10 mete imperdibili tra l’Italia e il Sud-Est Europa, selezionate da BWH Hotels Italy & South-East Europe, dove il viaggio estivo si assapora e si fotografa passo dopo passo:

1. Lecce (Puglia)

  • I custodi dell’identità: Il mercato di Porta Rudiae e le storiche botteghe barocche.
  • L’assaggio iconico: Il pasticciotto leccese caldo e il rustico leccese

2. Catania (Sicilia)

  • I custodi dell’identità: Lo storico mercato della Pescheria (‘A Piscaria).
  • L’assaggio iconico: Tavola calda catanese (cartocciate, cipolline) e i seltz ai chioschi storici.

3. Verona (Veneto)

  • I custodi dell’identità: I mercati locali e le storiche osterie (fraschette e botteghe storiche).
  • L’assaggio iconico: Il risino veronese, i cicchetti locali con salumi della Lessinia e la pastissada de caval da passeggio.

4. Genova (Liguria)

  • I custodi dell’identità: I mercati coperti (Mercato Orientale) e i caruggi del centro storico.
  • L’assaggio iconico: Focaccia classica e di Recco, farinata calda e frisceu (frittelle di baccalà o erbe).

5. Bologna (Emilia-Romagna)

  • I custodi dell’identità: Le storiche botteghe del Quadrilatero e il Mercato delle Erbe.
  • L’assaggio iconico: Mortadella a cubetti da passeggio, crescentine calde e tranci di pizza in teglia alla bolognese.

6. Viterbo (Lazio)

  • I custodi dell’identità: Le storiche botteghe del quartiere medievale di San Pellegrino e i banchi dei produttori locali a Km0 nei mercati della Tuscia.
  • L’assaggio iconico: La celebre porchetta di Viterbo (da gustare in un panino fragrante), i fagioli con le cotiche in versione street food e i tipici biscotti “tozzetti” alle nocciole dei Monti Cimini.

7. Perugia (Umbria)

  • I custodi dell’identità: I forni storici e i piccoli alimentari nascosti tra i vicoli medievali e le scalinate del centro, oltre alle storiche botteghe artigiane di Corso Vannucci.
  • L’assaggio iconico: La leggendaria torta al testo umbra (farcita con prosciutto di Norcia e caciotta, oppure con salsiccia e verdure campagnole), i baci di Perugia artigianali e il cioccolato locale da passeggio.

8. Salonicco / Thessaloniki (Grecia)

  • I custodi dell’identità: I mercati storici di Modiano e Kapani.
  • L’assaggio iconico: La bougatsa (sfoglia dolce o salata), i souvlaki nei vicoli e i celebri koulouri (ciambelle al sesamo).

9. Yerevan (Armenia)

  • I custodi dell’identità: Lo storico mercato coperto GUM (Gumi Shuka), un paradiso di profumi, frutta e spezie.
  • L’assaggio iconico: Il pane lavash sfornato al momento nei forni sotterranei (tonir), i lamadjo (sottili pizze armene con carne speziata) e la frutta secca ripiena di noci.

10. Tirana (Albania)

  • I custodi dell’identità: Il Pazari i Ri (Nuovo Mercato), il cuore pulsante della città dove i banchi di frutta e spezie si mescolano a piccoli chioschi e caffè all’aperto.
  • L’assaggio iconico: Il byrek tradizionale (al formaggio o agli spinaci) comprato caldo nei piccoli forni di quartiere (furrë buke) e i tipici spiedini qofte.

Milano, 7 luglio 2026 – BWH Hotels Italy & South-East Europe annuncia con orgoglio l’apertura del Best Western Plus The Met Tirana Hotel, una struttura di nuova costruzione che porta design moderno, standard internazionali e un’ospitalità vivace nella capitale albanese. La struttura opererà sotto il brand Best Western Plus, riconosciuto a livello internazionale per i suoi servizi ricercati e gli elevati standard qualitativi. Questa apertura rappresenta una tappa strategica nei piani di espansione del Gruppo in Albania e nel Sud-Est Europa, rafforzandone così la presenza in una delle destinazioni in più rapida crescita della regione.

Situato a Tirana, a breve distanza in auto sia dal centro città, sia dall’Aeroporto Internazionale, il Best Western Plus The Met Tirana Hotel offre ai propri ospiti un comodo accesso alla capitale e alle aree circostanti. Più che un semplice luogo in cui soggiornare, il nuovissimo hotel segue il ritmo della città ed è progettato per diventare un punto di incontro ideale: un hub dove convergono viaggiatori internazionali, professionisti e turisti. La sua posizione strategica lo rende la scelta ideale per i viaggiatori d’affari in cerca di comodità, così come per i turisti desiderosi di esplorare i vivaci quartieri di Tirana e la cultura albanese. Combinando connettività, comfort e un’ospitalità autentica, l’hotel si posiziona sia come punto di partenza per esplorare il territorio, sia come hub di networking professionale.

La struttura dispone di ampie camere e suite, progettate unendo stile contemporaneo e funzionalità. Gli ospiti possono usufruire di Wi-Fi ad alta velocità, aria condizionata, minibar, macchina per caffè/tè e TV HD, all’interno di un ambiente raffinato che bilancia perfettamente comfort e un’estetica moderna. Il ristorante e il bar interni propongono piatti della cucina locale e mediterranea, offrendo la cornice ideale sia per pranzi di lavoro che per cene rilassanti. Inoltre, i nuovi spazi fitness e spa, di prossima apertura, arricchiranno ulteriormente l’esperienza degli ospiti, garantendo un’oasi di relax dove poter staccare la spina, mentre i viaggiatori business avranno a disposizione una sala meeting all’avanguardia, la cui inaugurazione è prevista per l’autunno.

“Siamo entusiasti di espandere la presenza di BWH Hotels nell’area del Sud-Est Europa con l’apertura del nuovissimo Best Western Plus The Met Tirana Hotel nella capitale albanese – commenta Fabrizio Doria, Chief Development Officer di BWH Hotels Italy & SEE – L’Albania emerge come una delle destinazioni di viaggio più interessanti e dinamiche d’Europa: proprio per questo, siamo felici di poter collaborare con gli albergatori locali per portare un’ospitalità di livello mondiale in questa vibrante città. Questa struttura si allinea perfettamente con il nostro impegno nell’offrire esperienze autentiche e ispirate al territorio, garantendo al contempo ai nostri ospiti l’affidabilità globale, i vantaggiosi programmi loyalty e gli elevati standard che definiscono la rete globale di BWH Hotels”.

“Noi del The Met Tirana Hotel siamo orgogliosi di entrare a far parte della famiglia Best Western Hotels & Resorts e di collaborare con un brand di ospitalità riconosciuto a livello globale che condivide il nostro stesso impegno per la qualità, la soddisfazione degli ospiti e l’impeccabilità del servizio – commenta Ozvalto Dollija, Proprietario e General Manager dell’Hotel – Questa partnership ci consente di unire il carattere unico e l’ospitalità della nostra struttura con la presenza globale, l’esperienza e la solida reputazione di BWH Hotels. Siamo certi che questa collaborazione valorizzerà l’experience che offriamo ai nostri ospiti e aprirà nuove opportunità di crescita, sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale. Non vediamo l’ora di accogliere i viaggiatori sotto la guida di BWH Hotels, offrendo quel servizio impeccabile e quelle esperienze autentiche che rappresentano la nostra identità”.

L’apertura giunge in un momento di rapida crescita per il settore turistico albanese, sostenuto da un costante aumento dei collegamenti e degli arrivi internazionali. Un contesto dinamico che conferma la fiducia di BWH Hotels nel ruolo sempre più centrale dell’Albania come hub dell’ospitalità internazionale.

 

 

 

 

 

BWH HOTELS ITALY AND SOUTH-EAST EUROPE

BWH Hotels è tra i principali gruppi alberghieri a livello globale, con una presenza in oltre 100 Paesi e più di 4.000 strutture. La divisione BWH Hotels Italy & South-East Europe conta oggi oltre 200 hotel distribuiti in Italia e in altri 14 Paesi dell’area. A partire da gennaio 2024, il Gruppo ha ufficialmente adottato la forma di Società Benefit, rafforzando il proprio impegno verso un modello di business sostenibile. I soci sono albergatori, supportati da uno staff di oltre 100 professionisti, operativi presso la sede centrale di Milano e negli uffici di Atene. Alla guida del Gruppo SARA DIGIESI, Chief Executive Officer, e WALTER MARCHESELLI, Presidente.

Performance, capillarità, qualità, identità, innovazione e soluzioni personalizzate sono le keyword che BWH Hotels Italy & South-East Europe mette al servizio degli albergatori del proprio network, offrendo loro opportunità di marketing e distribuzione globali cui, altrimenti, gli hotel indipendenti non avrebbero accesso. I loyalty program sono centrali per lo sviluppo del business: Best Western Rewards® e WorldHotelsRewards sono asset fondamentali su cui il Gruppo può contare a livello globale, grazie a una community di oltre 64 milioni di iscritti. A questi clienti fidelizzati vengono riservati vantaggi esclusivi, tariffe dedicate e benefit personalizzati, che rafforzano la relazione con il brand e generano valore per le strutture affiliate. Fanno parte del Gruppo le famiglie di brand: WorldHotels®, Best Western Hotels & Resorts® e SureStay Hotels®.

Each property is independently owned and operated
© Copyright - BWH Hotels Italia S.C.p.A. – Società Benefit - via Livraghi, 1/b - 20126 Milano - P.IVA 06865290156 | Cookie Policy | Privacy Policy
BWH Hotels Italia S.C.p.A. – Società Benefit è la ragione sociale della società che rappresenta il brand commerciale WorldHotels in Italia e nel Sud-Est Europa.