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Il lusso non è più una questione di “stelle”. La nuova generazione di viaggiatori vuole spendere per un’esperienza che ricorderà, non semplicemente per una camera o un volo più costosi: vuole godere il comfort e assaggiare sapori locali, provare una spa ma anche un atelier di artigianato, evitare la folla ma non rinunciare alla qualità. È il paradosso dello “slowxury”, il nuovo trend che celebra il lusso del tempo ben vissuto: un giovane su due, tra Gen Z (52%) e Millennial (47%), preferisce investire nelle esperienze di viaggio tagliando sul lusso tradizionale come il costo del volo, lo shopping e i ristoranti internazionali, mentre il mercato globale dello slow travel vale già oggi oltre 106 miliardi di euro e, con una crescita media del 12% l’anno, potrebbe arrivare a quasi 239 miliardi di euro entro il 2033 (+125%). “Il viaggiatore di lusso di oggi cerca qualcosa di diverso. Non conta più soltanto dove si va, ma come si vive una destinazione”, spiega Ron Pohl, presidente di WorldHotels

Il concetto di “lusso” associato al turismo cambia pelle: non è più una questione di stelle o voli in prima classe, sfarzi ma di come si vive il tempo, della qualità e dell’autenticità dell’esperienza. È l’era dello “slowxury”, la nuova tendenza globale che secondo gli esperti del settore sta sciogliendo la contraddizione tra local e luxury, slow e premium, autenticità e comfort: la nuova generazione di viaggiatori non sceglie più tra un’esperienza e l’altra, ma le vuole entrambe, dal soggiorno di charme al mercato del produttore locale, dalla spa al atelier dell’artigiano. Secondo una recente indagine internazionale su oltre 5.000 viaggiatori ripresa da Travel Weekly, il 52% della Gen Z e il 47% dei Millennial preferisce infatti spendere per esperienze di viaggio iper-localizzate e personalizzate piuttosto che investire sul lusso tradizionale come un volo costoso, lo shopping e i ristoranti internazionali. Secondo il recente “The New Luxury Travel Playbook”, il lusso è sempre meno legato al prezzo e sempre più alla qualità e all’autenticità dell’esperienza, con il comfort in cima alle priorità del 34% dei viaggiatori di fascia alta e i Millennial che costituiscono la quota più ampia degli “aspiring luxury travelers”. A trainare il cambio di paradigma è soprattutto il boom dello “slow travel”: secondo gli ultimi report, il mercato globale vale già oggi oltre 106 miliardi di euro e, con una crescita media del 12% l’anno, potrebbe arrivare a quasi 239 miliardi di euro entro il 2033 (+125%), con le ultime analisi del Bank of America che certificano come la spesa in viaggi della Gen Z sia cresciuta dell’8,5% nella prima metà del 2026. Il desiderio di rallentare trova conferma anche nei numeri di Skyscanner, che su 22.000 viaggiatori nel mondo rileva come oltre un terzo cerchi ormai attivamente destinazioni più tranquille, e nella recente indagine della European Travel Commission, che registra una crescita dal 22% al 26% del turismo lento in Europa. Ma non è tutto, secondo il “Luxe Report 2026”, il “crowd control” sarà tendenza assoluta che definirà il prossimo anno per il viaggiatore di fascia alta, con il nuovo lusso rappresentato dalla libertà di godersi la destinazione evitando l’overtourism.

Anche in Italia il fenomeno si legge nei numeri: nei piccoli borghi, nei comuni sotto i 5mila abitanti, secondo le stime dell’Istituto Demoskopika, nel 2026 si attendono oltre 21,3 milioni di arrivi (+5,3% sul 2025) e quasi 80 milioni di presenze (+6,9%), con una permanenza media stabile a 3,7 giorni e una spesa di circa 760 euro per soggiorno, mentre le località di montagna hanno registrato un aumento del 14,4% negli arrivi, secondo i dati dell’Osservatorio Italiano JFC della Montagna Estiva. “Il viaggiatore che può permettersi di scegliere cerca oggi qualcosa di diverso. Non conta più soltanto dove si va, ma come si vive una destinazione – spiega Ron Pohl, presidente di WorldHotels – L’idea alla base di Slowxury è semplice: prendersi il tempo per entrare in connessione più profonda con un luogo, la sua cultura e le sue persone, senza rinunciare a un’ospitalità d’eccellenza. Non lo consideriamo solo un trend, ma il riflesso di un cambiamento duraturo nelle aspettative dei viaggiatori, in cui le esperienze e i legami autentici con il territorio diventano i veri segni distintivi del lusso.”

“L’Italia è in una posizione unica per guidare questo movimento – aggiunge Sara Digiesi, CEO di BWH Hotels Italy & South-East Europe – La sua straordinaria diversità permette ai viaggiatori di scoprire contrasti eccezionali in un solo viaggio, dalle vivaci località costiere ai tranquilli rifugi di campagna, dalle città più celebri al mondo ai borghi nascosti e ricchi di tradizione. In quanto azienda che promuove hotel distintivi e dal forte carattere locale, il ruolo di WorldHotels è contribuire a valorizzare queste esperienze preservando ciò che le rende speciali. Entro il 2027, crediamo che questo modo di viaggiare sarà saldamente radicato nel panorama di alta gamma”.

Ecco quindi le 10 mete italiane imperdibili e le 10 attività perfette all’insegna dello “slow luxury”, selezionate dagli esperti di viaggio di WorldHotels:

1. San Martino di Castrozza (Trentino-Alto Adige): ai piedi delle Pale di San Martino il tempo rallenta al ritmo delle stagioni: boschi di larici, silenzio dell’alba in quota e cucina di montagna raccontano un lusso fatto di spazio e autenticità. Qui l’Hotel Cima Rosetta propone un’ospitalità di montagna calda e senza tempo, porta d’accesso ideale per vivere le Dolomiti lontano dai grandi flussi turistici.

2. Venezia (Veneto): fuori dalle rotte più affollate, Venezia si riscopre all’alba, tra calli silenziose e campielli che restituiscono il ritmo autentico della laguna. Lo storico Hotel Savoia e Jolanda, affacciato sul bacino di San Marco, è la base ideale per un soggiorno lento nel cuore della Serenissima.

3. Milano (Lombardia): anche la metropoli per eccellenza ha il suo volto slow: quartieri come Brera o i Navigli, il verde dei parchi urbani e una scena gastronomica in continua evoluzione compongono un lusso fatto di dettagli e boutique hotel di carattere, come Casati 18, Collini Rooms e Matilde Boutique Hotel, indirizzi intimi e su misura, lontani dal turismo mordi e fuggi.

4. Langhe (Piemonte): tra colline coltivate a vigneto Patrimonio UNESCO, borghi di pietra e cantine storiche, le Langhe raccontano un lusso fatto di tempo, terra e sapori: una vendemmia da vivere con calma, tra degustazioni e tartufi, lontano dal turismo di massa.

5. Camogli (Liguria): con le sue case colorate a picco sul mare e i porticcioli di pescatori, Camogli custodisce l’anima più autentica della Liguria, tra sentieri panoramici da percorrere con calma. Il Sublimis Boutique Hotel, con vista sul golfo, è il rifugio ideale per chi cerca privacy e un mare fuori dagli schemi.

6. Modena (Emilia-Romagna): terra di motori ma anche di cantine, acetaie e casolari immersi nel verde, il modenese è una delle mete emergenti dello slow travel italiano. Villa la Personala propone un soggiorno immerso nella campagna, tra ritmi lenti e sapori autentici, lontano dai centri più affollati e vicino all’anima più vera dell’Emilia.

7. Firenze (Toscana): tra il Rinascimento del centro storico e le colline che si aprono poco fuori città, Firenze regala il tempo per assaporare arte, vino e paesaggio senza correre. L’Hotel Mulino, ricavato da un antico mulino, interpreta questa vocazione lenta con un’ospitalità autentica, sospesa tra storia e natura.

8. Valnerina (Umbria): nel cuore verde d’Italia, tra abbazie, boschi e borghi di pietra sospesi nel tempo, la Valnerina regala un’esperienza di lentezza autentica fatta di tartufi, cammini e silenzio, lontano dalle rotte più battute del turismo.

9. Valle d’Itria, Ostuni (Puglia): tra muretti a secco, trulli e ulivi secolari, la Valle d’Itria custodisce un paesaggio senza tempo, dove il ritmo lento si respira tra masserie e borghi bianchi affacciati sull’Adriatico e sullo Ionio, lontano dal turismo di massa dell’alta stagione.

10. Procida (Campania): capitale italiana della cultura 2022, Procida resta un’isola a misura d’uomo, fatta di case pastello, orti e piccoli porti dove il tempo scorre secondo un altro ritmo. A raccontare questa filosofia sono il Procida Camp & Resort Ciraccio e il Procida Camp & Resort La Caravella, due glamping che reinventano l’accoglienza en plein air, tra tende di design e vista sul golfo di Napoli, per un lusso che si fa natura, spazio e lentezza.

Ecco, infine, le 10 attività perfette per vivere al meglio lo “slowxury travel”:

1. Cena privata con una famiglia del luogo

Pranzo o cena in una casa privata, con prodotti del territorio e racconto delle tradizioni familiari. A Gyumri, la capitale culturale dell’Armenia, l’Aivazovsky Congress Hotel & Spa è la base ideale per immergersi nella leggendaria ospitalità locale e vivere un’autentica esperienza di condivisione.

2. Corso di cucina con un cuoco locale

Non una cooking class turistica standard, ma raccolta di ingredienti al mercato, visita al produttore e preparazione di ricette tradizionali. A Bolzano il Parkhotel Laurin, storico grand hotel Art Nouveau, è la base ideale per scoprire la cucina sudtirolese.

3. Visita privata a una piccola cantina con il produttore

Degustazione di vini locali, visita ai vigneti e pranzo abbinato, evitando le grandi cantine commerciali. In Valtellina, il Grand Hotel della Posta di Sondrio, storico edificio del 1862, è il punto di partenza ideale per le degustazioni private.

4. Laboratorio con un artigiano locale

Ceramica, tessitura, gioielleria, liuteria, lavorazione del legno o della pelle: imparare una tecnica e creare personalmente un oggetto. Alle porte di Verona il Muraless Art Hotel, struttura immersiva dedicata alla street art, invita gli ospiti a immergersi nell’arte urbana e a sentirsi artisti per un giorno tra opere e materiali innovativi.

5. Passeggiata gastronomica con un abitante del posto

Mercato, panificio storico, bottega, produttore di formaggi, salumeria e piccoli ristoranti frequentati dalla comunità. A Salonicco, sul lungomare, il Makedonia Palace è la base ideale per scoprire la scena gastronomica della città.

6. Foraging con guida locale

Raccolta di erbe, funghi o frutti spontanei accompagnati da un esperto del territorio, seguita da una cena preparata da uno chef. Sulle colline che circondano le sponde del Lago di Varese, l’Horizon Wellness & Spa Resort è il punto di partenza perfetto per esplorare la natura e riscoprire i sapori incontaminati della terra.

7. Pernottamento in una dimora storica o masseria con esperienza agricola

Non semplicemente dormire in una struttura di charme: raccolta delle olive, vendemmia, cura dell’orto, produzione di formaggio o pane.

8. Tour privato di un borgo con un residente

Non il classico sightseeing: storie familiari, botteghe, luoghi normalmente chiusi al pubblico e incontri con gli abitanti. Sul Lago di Garda, a Torri del Benaco, l’Hotel Al Caminetto (solo adulti) è il rifugio ideale per scoprire il borgo, tra castello scaligero e mercato settimanale del centro storico.

9. Esperienza wellness basata sulle tradizioni locali

Terme, erbe officinali, rituali ancestrali, massaggi tradizionali o pratiche locali, naturalmente con standard premium di ospitalità. A Ischia, nel borgo di Sant’Angelo, l’Hotel Terme San Michele & SPA (solo adulti) offre le acque termali in un giardino mediterraneo con vista mare; a Mykonos la spa del Collini Hotel Mykonos propone rituali di benessere con vista sull’Egeo.

10. Viaggio lento in treno panoramico

La modalità di trasporto diventa parte del lusso: meno aeroporti e trasferimenti frenetici, più paesaggio, tempo e soste in piccoli centri.

7 giovani su 10 danno al viaggio la stessa importanza della meta. È quanto emerge dal “Global Travel Trends Report 2025” e dallo studio di McKinsey & Skift, secondo cui oltre metà della Gen Z è disposta a investire cifre elevate nelle esperienze, sacrificando voli, trasporti o shopping pur di vivere momenti che arricchiscono davvero. In questo scenario prende forma il concetto di meaningful travel, un approccio che valorizza autenticità, consapevolezza e connessione emotiva e che si traduce nello slow-mo travel, dove micro-trend come il “souljourn” e il “puddling” anticipano le tendenze del 2026. “Il viaggio è oggi un percorso che si assapora passo dopo passo, un modo di esplorare che intreccia benessere, scoperta e relazione con ciò che ci circonda. Non a caso, in Italia stiamo registrando un aumento significativo delle prenotazioni proprio nelle città secondarie, mete che consentono di vivere un ritmo più lento”, osserva Rosa Giglio, Head of Brand Marketing and Communication di BWH Hotels Italy & South-East Europe. 

Esperienze trasformative, ambienti autentici e nuovi linguaggi estetici stanno ridefinendo il turismo contemporaneo: le nuove generazioni non cercano più solo una destinazione da visitare, ma un racconto da vivere, un’emozione da ricordare. Secondo il Global Travel Trends Report 2025, infatti, il 70% di Millennial e Gen Z pianifica itinerari che valorizzano il viaggio in sé, non solo la meta finale, mentre lo studio di McKinsey e Skift, “The evolving role of experiences in travel”, evidenzia come il 52% della Gen Z sia disposta a investire cifre elevate nelle esperienze, rispetto al 29% dei Baby Boomer, sacrificando voli, trasporti, shopping o ristorazione pur di vivere momenti che arricchiscono davvero. Anche il linguaggio riflette questa nuova sensibilità: McKinsey riporta che su Instagram l’hashtag Never stop exploring ha raggiunto circa 30 milioni di post, diventando manifesto di una generazione che viaggia soprattutto per esplorare significati. Il loro comportamento d’acquisto è guidato da un forte desiderio di autenticità, trasformazione e connessione emotiva. Le esperienze di viaggio, si legge sempre nel report, comporrebbero un mercato globale del valore di oltre 1 trilione di dollari, che potrebbe superare i 3 trilioni considerando tutte le attività e attrazioni. In questo contesto prende forma il concetto di “meaningful travel”, un modo di viaggiare che privilegia autenticità, consapevolezza e valore umano dell’esperienza, trasformando il viaggio da semplice fuga in percorso di riflessione, connessione emotiva e culturale. Una declinazione concreta di questa sensibilità emerge nel fenomeno dello “slow-mo travel”: come riporta la testata internazionale Forbes, molti viaggiatori, spinti inizialmente dalla FOMO (Fear Of Missing Out), particolarmente sentita da Baby Boomer e Generazione X, scelgono mete iconiche, ma una volta sul posto rallentano il ritmo, prolungano le soste e vivono ogni tappa con maggiore intensità, trasformando la partenza motivata dall’urgenza in un’esperienza di lentezza consapevole. “Oggi il viaggio è un invito a fermarsi, a concedersi pause rigenerative e a ritrovare il piacere di attività semplici e creative. Significa immergersi nella natura, ascoltare i luoghi e lasciarsi trasformare dall’incontro con culture diverse. È questa la direzione che sta guidando i nuovi trend di viaggio del 2026”, commenta Rosa Giglio, Head of Brand Marketing and Communication di BWH Hotels Italy & South-East Europe. 

In questo nuovo scenario del turismo consapevole, stanno emergendo 7 micro-tendenze che incarnano lo spirito dello slow-mo travel e che segneranno il 2026: 

  1. Soft reset o Souljourn: si tratta del bisogno di fermarsi e “resettare” la mente. Non più vacanze piene di attività e corse contro il tempo, ma soggiorni che permettono di staccare davvero la spina. Una ricerca citata da Forbes conferma questa tendenza: nel 2026 la motivazione principale dei viaggiatori sarà “riposare e ricaricarsi” (56%), seguita dal desiderio di trascorrere tempo nella natura (37%) e migliorare la salute mentale (36%). “Stiamo infatti registrando un aumento delle prenotazioni superiore al 20% per il 2026 in Italia in destinazioni secondarie, ovvero città di medie dimensioni e mete meno battute, come Lecce, Reggio Emilia, Cesena, Lucca, Bergamo, Marsala e Padova”, commenta Rosa Giglio.  
  1. Puddling: è un modo di viaggiare che mette al centro la semplicità e il contatto autentico con la natura. Non si cercano più mete affollate o itinerari complessi, ma luoghi raccolti e silenziosi – laghi, stagni, comunità tranquille – dove fermarsi più a lungo e vivere le destinazioni con maggiore consapevolezza. Spesso si tratta di posti facilmente raggiungibili in auto, perfetti per weekend lunghi, viaggi in famiglia o fughe spontanee. Qui il tempo rallenta e la priorità diventa ricaricare le energie e ritrovare equilibrio. “Alla luce di questo bisogno di esperienze semplici e autentiche, stanno crescendo i soggiorni nel weekend nei piccoli centri, luoghi che permettono di esplorare con calma le aree circostanti e vivere un ritmo più lento. In Puglia, ad esempio, sempre più viaggiatori scelgono Massafra; nel Trevigiano si riscoprono borghi come Castelfranco Veneto, Quinto di Treviso e Silea; nell’Alta Valtellina cresce l’attrattiva di Tirano, mentre nelle Langhe Cuneo diventa punto di riferimento per chi cerca paesaggi e sapori autentici. Lungo la Via Emilia, città come Parma e Forlì offrono un mix di storia e tradizione, mentre in Umbria Perugia si conferma meta ideale per un turismo lento. Anche i vitigni veronesi con San Bonifacio, stanno vivendo un rinnovato interesse. In tutte queste località abbiamo registrato un aumento medio del 10% dei soggiorni nel weekend”, commenta la Giglio. 
  1. Hushed hobbies: attività silenziose e contemplative come birdwatching, pesca o osservazione di insetti stanno conquistando sempre più viaggiatori. Secondo il report “Travel Predictions” citato sempre su Forbes, il 52% degli intervistati prenderebbe in considerazione l’osservazione di farfalle o insetti, il 74% la pesca o il birdwatching e il 60% sceglierebbe hotel che offrono esperienze di foraging. Non sono più semplici passatempi, ma occasioni per rallentare e connettersi profondamente con la natura.   
  1. Star bathing: è l’arte di immergersi nel cielo notturno. Non serve cercare costellazioni o mete astronomiche, basta lasciarsi avvolgere dalla vastità delle stelle e vivere un momento di contemplazione pura. Guardare il cielo diventa un’esperienza terapeutica che favorisce benessere e serenità, come dimostrano recenti studi. 
  1. Cowboycore: dall’estetica country-western al desiderio di spazi aperti e libertà, è la tendenza che trasforma il mito del West in un’esperienza di viaggio autentica e immersiva. I viaggiatori scelgono ranch isolati, escursioni a cavallo, falò sotto le stelle e cucina campestre, alla ricerca di autenticità, silenzio e connessione con la natura. È una fuga dall’asfalto, verso uno stile di vita più lento, selvaggio ma raffinato, dove conta l’essenziale. 
  1. Blue e beige therapy: il biologo Wallace J. Nichols ha coniato il termine blue mind per descrivere il benessere profondo che nasce dalla connessione con l’acqua. Che si tratti del mare, di un lago o di una piscina, la vicinanza ad ambienti acquatici attiva uno stato mentale positivo, capace di ridurre lo stress e rigenerare la mente. Oggi si scopre che anche i paesaggi desertici offrono benefici terapeutici unici: la quiete, l’immobilità, la vastità degli spazi e i cieli scuri diventano elementi di rigenerazione e contemplazione. “In Italia resort e ritiri in riva al mare o sul lago rispondono a questa nuova sensibilità, offrendo esperienze capaci di rigenerare corpo e mente. Non a caso, per questo periodo invernale abbiamo registrato un aumento significativo delle richieste in diverse località di mare (+30%) che invitano a rallentare: dalla Riviera Ligure ai paesaggi silenziosi del Parco nazionale del Circeo con Sabaudia, fino alla Riviera romagnola con Rimini e alle coste più intime del Sud Italia, come Catanzaro Lido o Nova Siri”, commenta la Giglio. 
  1. Grand Gatherings: letteralmente “grandi raduni”, riportano al centro la dimensione sociale del viaggio. Dopo anni di isolamento, cresce il desiderio di condividere tempo ed esperienze con famiglie allargate, amici o gruppi multigenerazionali. La lentezza qui si traduce in relazioni autentiche: il vero lusso è avere tempo da vivere insieme.  
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