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Il nomadismo digitale coinvolge oggi tra i 40 e gli 80 milioni di persone nel mondo, in gran parte professionisti di età compresa tra i 25 e i 44 anni, che lavorano da remoto spostandosi tra diverse destinazioni. Questo stile di vita ha favorito nuovi modi di viaggiare, come la diffusione della workcation, una formula che unisce lavoro e viaggio, e sta contribuendo alla crescita del mercato globale degli spazi di coworking, oggi stimato in circa 30 miliardi di dollari e destinato a raddoppiare nei prossimi 7 anni. “Stiamo osservando un cambiamento profondo nelle abitudini dei viaggiatori, sempre più orientati a coniugare lavoro e mobilità. Per questo anche le strutture alberghiere devono ripensare servizi e spazi, per renderli più funzionali alle esigenze dei professionisti in movimento”, commenta Rosa Giglio, Head of Brand Marketing and Communication di BWH Hotels Italy & South-East Europe. 

Nato come fenomeno marginale, il nomadismo digitale è ormai un fenomeno lavorativo globale in espansione: secondo quanto riporta la testata internazionale Forbes, sarebbero tra i 40 e gli 80 milioni le persone che vivono e lavorano in movimento nel mondo. Tra questi, una quota particolarmente significativa proviene dagli Stati Uniti, dove, stando ad un recente report di MBO Partners, si contano attualmente 18,1 milioni di lavoratori nomadi digitali, con un incremento del 4,7% rispetto all’anno precedente e una crescita di oltre il 147% dal 2019. Questa impennata è strettamente legata alla rivoluzione del lavoro da remoto, accelerata dalla pandemia: secondo la stessa ricerca, prima del 2020, solo circa il 17% dei dipendenti statunitensi lavorava da remoto a tempo pieno, mentre durante la pandemia la quota è salita al 44%. Una dinamica, questa, replicata anche in Italia, dove, secondo i dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, nel periodo pre-pandemico si stimavano solo 570.000 smart workers, raggiungendo il picco di circa 6,58 milioni nel 2020, e attualmente attestandosi intorno ai 3,57 milioni, con un potenziale di ulteriori 3 milioni di lavoratori che potrebbero adottare questa modalitàIn questo nuovo equilibrio, il confine tra lavoro e tempo libero si è fatto sempre più sfumato, dando origine a nuove abitudini come le workcation, soggiorni temporanei in località turistiche che permettono di lavorare da remoto senza rinunciare all’esperienza del viaggio, ridefinendo il concetto stesso di viaggio. “Stiamo assistendo a una vera rivoluzione nel modo di viaggiare: sempre più persone scelgono di lavorare mentre si spostano, trasformando il soggiorno in un’esperienza dinamica e produttiva. La mobilità non è più solo svago, ma diventa parte integrante della routine professionale”, ha commentato Rosa Giglio, Head of Brand Marketing and Communication di BWH Hotels Italy & South-East Europe. Una tendenza, questa, che sembra essersi consolidata anche in Italia: secondo l’ultima edizione dell’Osservatorio EY Future Travel Behaviours, il 48% degli italiani si dichiara interessato a combinare vacanza e lavoro nei propri viaggi, con percentuali molto alte tra i Millennials (67%) e la Gen Z (79%). Le modalità preferite dagli italiani, infatti, includono la workcation (25%), il bleisure (24%), che consiste nell’estendere il viaggio di lavoro con alcuni giorni di vacanza, e il digital nomadism (14%). 

A guidare questa trasformazione sono soprattutto le nuove generazioni: come riporta la piattaforma per la richiesta di visti online, Altys, riprendendo dei dati globali di Statista, la maggior parte dei nomadi digitali internazionali ha un’età compresa tra i 25 e i 44 anni, sottolineando anche un aumento dei professionisti over 50, in particolare tra consulenti e freelance. I settori di attività sono molteplici, ma prevalgono quelli che favoriscono il lavoro da remoto e sono orientati al digitale: IT, servizi creativi e istruzione rappresentano oltre il 40% della forza lavoro nomade. Tra i ruoli più comuni figurano sviluppatori di software, blogger e ghostwriter, tutor e coach online, assistenti virtuali, imprenditori e-commerce, youtuber, streamer e influencer, rappresentando i liberi professionisti circa il 46% e i dipendenti circa il 54%. Il reddito medio si aggira tra i 3.000 e i 4.000 dollari al mese, praticando molti il “geo-arbitrage”, ovvero guadagnare stipendi occidentali vivendo in paesi con un costo della vita più basso. Per attrarre questi lavoratori, oltre 64 paesi, tra cui anche l’Italia, hanno introdotto visti per nomadi digitali, che consentono soggiorni da sei mesi a due anni.  

Questa evoluzione sta rimodellando profondamente il mondo del lavoro, con effetti diretti anche sulle infrastrutture e sui servizi che lo supportano. Uno dei settori più dinamici è quello degli spazi di coworking, che sta vivendo una crescita esponenziale: secondo Research and Markets, il mercato globale ha raggiunto un valore di circa 30 miliardi di dollari nel 2025 (rispetto ai circa 27 del 2024) e si prevede che raddoppierà entro il 2032, arrivando a quota 59 miliardi, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 9,89% e un aumento percentuale di circa il 97% in 7 anni. A trainare questa espansione è la domanda di ambienti flessibili, connessi e accessibili, capaci di adattarsi alle esigenze di una forza lavoro sempre più mobile e distribuita. “Il coworking non è più solo una soluzione per chi non ha un ufficio: è diventato un ecosistema che favorisce la contaminazione tra competenze, la nascita di nuove idee e la costruzione di relazioni professionali”, osserva Rosa Giglio. In questo scenario, l’integrazione tra coworking e ospitalità rappresenta una delle evoluzioni più interessanti: “Progetti come myWO, il servizio di coworking offerto in alcune delle nostre strutture, dimostrano come gli hotel possano diventare hub di produttività e relazione, capaci di accogliere non solo viaggiatori, ma anche professionisti in cerca di spazi attrezzati e confortevoli. In questo contesto la capacità di offrire spazi professionali integrati nel tessuto urbano diventa un vantaggio competitivo. L’evoluzione del coworking in chiave hospitality non è solo una risposta alle nuove esigenze, ma un’opportunità per ripensare il ruolo dell’hotel come luogo di relazione, produttività e benessere”, conclude la Giglio. 

Milano, 5 giugno 2025BWH Hotels Italia & Malta presenta myWO, il servizio di coworking in hotel pensato per offrire un ambiente professionale, confortevole e stimolante a chiunque necessiti di uno spazio dedicato per lavorare. Il progetto, già avviato con successo in Francia, arriva ora in Italia per offrire un nuovo modo di vivere gli spazi alberghieri, promuovendo una visione internazionale del coworking in hotel e rendendolo un’opzione sempre più accessibile. 

Si tratta di un progetto innovativo che unisce la qualità dell’ospitalità alberghiera alla praticità di uno spazio attrezzato per la produttività: myWO trasforma infatti gli hotel in luoghi multifunzionali, aperti non solo agli ospiti, ma anche a chi vive nelle vicinanze e cerca un’alternativa pratica alla casa o al tradizionale ufficio. L’accesso agli spazi è gratuito, è richiesta solo una consumazione per gli utenti esterni, garantendo così un’esperienza completa e senza vincoli. “Con myWO vogliamo offrire un nuovo modo di vivere gli spazi alberghieri, aprendoli non solo ai nostri ospiti, ma anche a professionisti, freelance e aziende che cercano un ambiente attrezzato per lavorare. Crediamo che il coworking in hotel possa diventare un punto di riferimento per chi ha bisogno di flessibilità senza rinunciare ai servizi e alla qualità dell’ospitalità – ha commentato Rosa Giglio, Head of Marketing and Communication di BWH Hotels Italia & Malta – Vogliamo creare ambienti dinamici, dove il lavoro si intreccia con il comfort, la creatività e la possibilità di connettersi con altre persone, rendendo il coworking più accessibile a tutti”. 

I servizi inclusi 

Chi sceglie myWO avrà a disposizione:  

  • Postazioni di lavoro con tavoli, sedute ergonomiche e prese di corrente 
  • Wi-Fi gratuito e veloce per garantire connessioni affidabili 
  • Zone dedicate e riservate, per chi necessita di spazi silenziosi e concentrazione 
  • Sale per riunioni di varie dimensioni, per incontri professionali e brainstorming 
  • Servizio bar e ristorazione con lo speciale menù myWO, ideale per colazioni, pranzi o snack 

Un ulteriore vantaggio è riservato inoltre ai soci Rewards, che potranno usufruire di uno sconto del 10% su tutto il menu myWO. La registrazione al programma fedeltà è gratuita e consente di accedere immediatamente ai benefici riservati. 

Le strutture aderenti 

Le strutture myWO sono presenti nelle grandi città, in posizioni strategiche vicino a stazioni e aeroporti, rendendole la scelta ideale per chi viaggia frequentemente. Allo stesso tempo, il progetto si estende anche a centri minori, situati in zone di passaggio facilmente raggiungibili, offrendo un’opportunità preziosa per chi è in movimento tutto il giorno e ha bisogno di un ambiente attrezzato e confortevole per lavorare. A supportare il progetto myWO diverse strutture di BWH Hotels Italia & Malta che hanno aperto le loro porte ai professionisti in cerca di spazi accoglienti e adatti per il lavoro. Tra queste, troviamo Etrusco Arezzo Hotel, Sure Hotel Collection by Best Western e il Best Western Hotel Blumarea a Castelsardo. Anche Lucca, Milano Cornaredo e Padova hanno aderito all’iniziativa con spazi dedicati all’interno del Best Western Grand Hotel Guinigi, Best Western Plus Hotel Le Favaglie e Best Western Plus Hotel Galileo Padova. 

Il network si estende ulteriormente a Parma, Patti, Piacenza e Pordenone, dove il coworking prende vita in strutture come il Best Western Plus Hotel Farnese, Best Western Plus Hotel Terre di Eolo, Best Western Park Hotel e Best Western Plus Park Hotel Pordenone. Rapallo e Roma accolgono myWO rispettivamente nel Best Western Plus Tigullio Royal Hotel e nel Best Western Plus Hotel Universo, mentre Tivoli si aggiunge con l’Hotel Cristallo Relais, Sure Hotel Collection by Best Western. 

Infine, anche Torino, Verona e Vicenza abbracciano il coworking in hotel, con spazi disponibili presso il Best Western Plus Executive Hotel and Suites, Best Western Hotel Turismo e Best Western Hotel Tre Torri 

 

 

BWH HOTELS ITALIA & MALTA 

BWH Hotels è una realtà alberghiera presente in tutto il mondo in oltre 100 paesi con 4300 strutture. Gruppo leader in Italia, dove approda nel 1982, BWH Hotels Italia & Malta conta oggi 170 strutture presenti su tutto il territorio nazionale e a Malta. Da inizio 2024, è ufficiale la trasformazione in Società Benefit. I soci sono albergatori e possono contare su uno staff di 90 persone operative nella sede centrale di Milano e su tutto il territorio italiano. Alla guida del Gruppo SARA DIGIESI, Chief Executive Officer, e WALTER MARCHESELLI, Presidente. Performance, capillarità, qualità, identità, innovazione e soluzioni personalizzate sono le keyword che BWH Hotels Italia & Malta mette al servizio degli albergatori del suo network insieme a opportunità di marketing e distribuzione globali cui, altrimenti, gli hotel indipendenti non avrebbero accesso. I loyalty program sono centrali per lo sviluppo del business. Best Western Rewards® e WorldHotels Rewards sono asset fondamentali sui quali il Gruppo può contare in tutto il mondo grazie ai 62 milioni di iscritti, clienti fedeli a quali sono offerti vantaggi, tariffe dedicate e benefit esclusivi. Al Gruppo fanno capo i brand: WorldHotels®, Best Western Hotels & Resorts®, SureStay Hotels®.